Dove finiscono i dati prima di diventare una decisione, perché quel tratto vive ancora fuori dai sistemi aziendali e come riportarlo sotto governo, un processo alla volta.
Irion pubblica il Playbook Operational Data Excellence: una guida pratica per le organizzazioni che vogliono industrializzare i processi data-intensive senza rinunciare alla flessibilità di cui il business ha bisogno. In questo articolo ne anticipiamo l’impianto e i temi principali.
Il paradosso dell’ultimo miglio
Negli ultimi anni le organizzazioni hanno investito in data platform e in intelligenza artificiale. Eppure molti processi critici per il business, quelli che producono report per il Consiglio di Amministrazione, segnalazioni di vigilanza, rendicontazione ESG e pianificazione, si completano ancora fuori dai sistemi aziendali. Nell’ultimo tratto i dati passano per fogli di calcolo, e-mail, cartelle condivise e attività manuali.
Non è un’anomalia: è il risultato naturale di un business che cambia più in fretta dei sistemi informativi. Il Playbook parte da qui.
Quando un foglio di calcolo diventa un’applicazione
Il fenomeno ha un nome: End User Computing (EUC). Quando un foglio Excel® incorpora logica di calcolo, macro e regole di business, diventa a tutti gli effetti un’applicazione sviluppata dagli utenti, una End User Developed Application (EUDA). È il sottoinsieme di EUC a maggior rischio.
Finché il processo è stabile, tutto sembra funzionare. Poi arriva un nuovo contributore, una modifica normativa, un cambio di persone, e l’organizzazione scopre di non possedere il processo: possiede le competenze di chi lo conosce. Il Playbook chiama debito operativo questo rischio, che non compare a bilancio ma assorbe tempo, riduce la resilienza e rende più fragile ogni cambiamento.
Che cos’è l’Operational Data Excellence
La risposta non è eliminare Excel né imporre sistemi rigidi che il business finirebbe per aggirare. È industrializzare i processi data-intensive: renderli governati, tracciabili e ripetibili, mantenendo la flessibilità dove serve alle persone.
La tecnologia si occupa di attività ripetitive, orchestrazione, controlli e tracciabilità. Le persone mantengono il controllo decisionale, gestiscono le eccezioni e inseriscono le valutazioni discrezionali, in un approccio human-in-the-loop dentro un processo governato.
Un percorso in cinque step, non un progetto
Il Playbook propone un percorso incrementale: Scoprire i processi che producono gli output rilevanti, Valutare e prioritizzare con criteri oggettivi, Industrializzare, Misurare con KPI e KRI prima e dopo l’intervento, Evolvere riutilizzando esperienza e componenti nei processi successivi.
Il punto chiave è come si industrializza. Ogni soluzione EUC/EUDA non diventa un’applicazione custom a sé, ma viene ricondotta a un framework comune: autenticazione, audit trail, versioning, workflow, connettività alle sorgenti, controlli e monitoring sono già disponibili. Il livello di intervento dipende dalla soluzione: un foglio usato come “black box” si può incapsulare in un processo strutturato senza toccarne la logica, mentre le soluzioni più complesse richiedono di mettere in sicurezza dati e workflow. Si può partire da un singolo processo e dimostrarne il ritorno prima di estendere il metodo.
Dai principi ai casi d’uso
Il Playbook mostra il modello applicato a due casi concreti. Il primo è il risk appetite framework di una banca, oggi spesso costruito su decine di file scambiati via e-mail. Il secondo è il bilancio di sostenibilità di un gruppo industriale, con dati ESG raccolti da HSE, Risorse Umane, Acquisti, Produzione e Facility.
In entrambi si ripete lo stesso schema: acquisizione governata, intervento umano tracciato, evidenza pronta per l’ispezione. Lo stesso schema vale per la chiusura di bilancio, le segnalazioni di vigilanza, il reporting direzionale e il ciclo di budget e forecast.
Cosa trovi nel Playbook
- La diagnosi dell’ultimo miglio e del debito operativo generato da EUC ed EUDA
- Il percorso in cinque step, con i criteri per scegliere il primo processo da cui partire
- L’architettura di misurazione KPI e KRI per dimostrare il valore generato
- I quattro pilastri con cui Irion EDM® Application abilita il modello: data management e integrazione, orchestrazione con Flow®, interazione utente con lo Spreadsheet Viewer®, audit e tracciabilità con One Click Audit®
- I casi d’uso per funzione, in ambito finanziario e industriale
Richiedi il Playbook
Il Playbook Operational Data Excellence è pensato per CFO, CRO, le funzioni di Finance, Risk, Pianificazione e Controllo, Compliance e i team IT e Data Governance: uno strumento per portare lo stesso problema, con lo stesso linguaggio, al tavolo di chi decide.
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